Mononucleosi: cause, sintomi, rimedi naturali, alimentazione e consigli

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Mononucleosi: sintomi, come si prende, come si cura e rimedi naturali veloci. Scopri cos'è la mononucleosi, come si prende, come si manifesta, come si cura e i rimedi naturali contro la mononucleosi più efficaci per guarire in fretta.

Definita la malattia del bacio, la mononucleosi è una malattia virale molto diffusa nel mondo e si calcola che il 90% circa delle persone sopra i 35 anni d’età abbia sviluppato gli anticorpi contro tale patologia. Questo vuol dire che ha contratto la malattia e ne è diventata immune.

Si tratta di una malattia che, se contratta da piccoli si presenta in modo lieve, mentre da adulti la faccenda diventa assai più problematica.

La mononucleosi prende il nome dalla forma che i globuli bianchi assumono durante il decorso della malattia, caratteristica particolare in quanto vengono modificati dall’azione del virus. L’appellativo dato alla mononucleosi, ovvero malattia del bacio, non deve dare luogo a fraintendimenti: la mononucleosi viene trasmessa attraverso la saliva, questo è un dato certo, ma il virus poteva essere presente nell’aria a causa di uno starnuto o un colpo di tosse emanato da una persona infetta.

Inoltre, il contagio potrebbe essere avvenuto anche attraverso oggetto condiviso, che può essere un bicchiere, una forchetta o qualcos’altro. A questo punto è giusto dire che il bacio non è l’unico mezzo di trasmissione. I luoghi dove può avvenire più facilmente il contagio sono quelli dove c’è poca aria e gli individui sono a stretto contatto, come in autobus, in metropolitana, nei locali piccoli ecc.

Mononucleosi: le cause

La principale causa della mononucleosi è il virus di Epstein-Barr, che appartiene alla famiglia degli Herpes Virus, di cui fanno parte anche l’Herpes Simplex di tipo 1 e 2, e l’Herpes Zoster, causa della varicella e del Fuoco di Sant’Antonio.

Una volta penetrato nell’organismo, il virus si diffonde e moltiplica nei linfociti, i globuli bianchi mononucleati: la caratteristica della mononucleosi è l’aumento del numero dei globuli bianchi mononucleati nel sangue, la cosiddetta iperlinfocitosi.

Il periodo di incubazione della malattia varia dalle 2 alle 6 settimane. Si tratta di una malattia a basso tasso di contagiosità, ma può causare piccole epidemie se si è a stretto contatto con soggetti affetti, sovraffollamento e cattive condizioni igieniche. La mononucleosi è diffusa un po’ in tutto il mondo, e colpisce soprattutto gli adolescenti che vivono nei Paesi industrializzati,

Mononucleosi: i sintomi

Come ci si accorge di avere la mononucleosi? All’inizio è facile scambiare il virus per una semplice influenza, poiché i sintomi sono praticamente gli stessi: la malattia esordisce con febbre, mal di gola, brividi di freddo, astenia, mal di testa e dolori muscolari.

Poi, però dopo oltre una settimana, possono comparire altri sintomi più specifici tra cui: linfonodi ingrossati, soprattutto quelli di collo, ascelle e inguine, presenza di ittero sugli occhi e sulla pelle, eruzioni cutanee come quelle causate dal morbillo, o ancora lividi all’interno della bocca, dolore all’addome e in particolare nel punto dove si trova la milza, tonsille ingrossate.

La manifestazione di solito più frequente che consente di individuare la mononucleosi è l’ingrossamento dei linfonodi, mentre più raramente si presenta con un ingrossamento del fegato. Se si avverte uno o più dei sintomi citati e da giorni, è opportuno rivolgersi al medico.

Mononucleosi: i rimedi naturali più efficaci

La mononucleosi può essere affrontata con la medicina tradizionale, con il paracetamolo e l’acido acetilsalicilico, oltre che con il riposo a letto, ma sono tanti i rimedi naturali da mettere in atto per guarire più velocemente.

Oltre ad una sana alimentazione e ad una buona idratazione, si possono praticare dei gargarismi che alleviano in maniera sensibile il mal di gola causato dalla malattia e da fare più volte durante il giorno. I gargarismi sono a base di acqua tiepida, succo di limone, sale e miele, una soluzione che esercita un’azione antisettica, disinfettante ed emolliente sulla gola.

Un altro rimedio naturale per alleviare i disturbi alla gola, in particolare la faringite, consiste nel masticare la radice di liquirizia.

Anche l’olio di cocco contribuisce efficacemente a trattare naturalmente la mononucleosi: infatti, grazie all’acido laurico contenuto nella liquirizia, è possibile contrastare il virus EBV che causa la mononucleosi. Efficaci sono anche i concentrati di echinacea, gluconato di rame, lisati di Anas barbariae, rodiola, astragalo, cardo mariano, che combattono il virus e l’infiammazione. Utili sono anche gli infusi a base di ginseng cinese e ginseng americano, da bere almeno 3 volte al giorno.

Effetto positivo hanno anche gli infusi preparati con l’iperico, la calendula o la verbena, quest’ultima particolarmente raccomandata anche per l’ittero, che può essere una complicanza della mononucleosi. Per far abbassare la febbre può essere efficace invece un infuso preparato con fiori di sambuco o achillea, da bere sempre 3 volte al giorno.

Invece, per combattere la mononucleosi con l’aromaterapia, piuttosto efficaci gli oli essenziali di lavanda, eucalipto, menta piperita e bergamotto: basta scioglierne poche gocce nell’acqua del bagno per trarne immediati benefici e alleviare i disturbi della malattia.

Mononucleosi: l’alimentazione consigliata (cosa mangiare e cibi da evitare)

Il virus della mononucleosi coinvolge anche il sistema nervoso, rende più fragile il fegato e apporta un’incredibile stanchezza. L’alimentazione sana ed equilibrata, adeguata al proprio stato, può facilitare e accelerare la guarigione dalla mononucleosi, e quindi ecco i cibi da preferire e quelli invece da evitare per migliorare il proprio stato di salute.

Cosa mangiare con la mononucleosi

I cibi antistanchezza da privilegiare durante un attacco di mononucleosi sono innanzi tutto frutta e verdura, da consumarne almeno 5 porzioni al giorno. La frutta è ricca di acqua, zuccheri e minerali e ha un elevato potere energetico. I migliori alimenti sono i frutti gialli, arancioni e rossi, che hanno un’azione protettiva sul sistema immunitario. Ottimi anche i pomodori crudi, ricchi di icopene, un carotenoide che potenzia le difese. Una buona fonte di proteine sono i formaggi non grassi e i legumi, e nutrienti sono anche pasta, pane, riso, carne e pesce, da consumare con cotture semplici e senza intingoli.

Cosa non mangiare con la mononucleosi

Sono da evitare invece i cibi ricchi in grassi saturi, lo zucchero e quindi anche i dolci raffinati, i cibi troppo elaborati, grassi che risultano difficili da digerire, in quanto impediscono il naturale processo digestivo ed indeboliscono il sistema immunitario.

Assumere molta acqua al mattino, ad acque minerali ricche di calcio e magnesio, durante la giornata.

Mononucleosi: consigli utili per prevenirla e combatterla

Nonostante la mononucleosi degeneri molto raramente in situazioni spiacevoli, si tratta sempre di un’infezione che può lasciare un senso di spossatezza anche per lungo tempo.

Per prevenire la mononucleosi è necessario seguire alcuni consigli: poiché si tratta di una malattia dalla modesta contagiosità e diffusa in tutto il mondo, è bene evitare di stare troppo a lungo in ambienti affollati.

Se si contrae la malattia in maniera lieve è necessario un periodo di riposo assoluto, possibilmente a letto ed al caldo, evitando correnti d’aria che potrebbe peggiorare la malattia.

Prima di riprendere il lavoro o qualsiasi attività fisica è necessario accertarsi di essere guariti completamente. Una ripresa di qualsiasi attività prima della guarigione completa può comportare il rischio di ricadute.

Inoltre, se la milza è stata colpita dalla malattia, è bene far passare almeno un mese prima di caricare oggetti di un certo peso, poiché potrebbe causarne la rottura dare luogo ad una emorragia interna grave.

Fare attenzione a non usare durante la malattia oggetti personali come piatti, bicchieri, cannucce, rossetti, ecc. di altre persone ed evitare di baciare o avere rapporti sessuali e trasfusioni di sangue fino alla scomparsa della malattia.

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